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Gruppi regionali
Suggerimenti per l'uso dei gruppi postaliA cura di Eugenio Gatto. -- Torino, 2007-01/
Si ringraziano i colleghi che,
con le loro domande e obiezioni,
hanno dato l'idea di riassumere qui i casi più frequenti;
sono naturalmente graditi suggerimenti
e richieste per ogni ulteriore chiarimento,
all'indirizzo
Il sistema postale usato per la distribuzione ai gruppi postali @AIB.IT è (a partire da 2003-08) MAILMAN: si tratta di software in libera distribuzione, di cui tecnicamente possono forse interessare le informazioni generali disponibili alla fonte. Dato il modo di funzionare di tutti i sistemi per l'inoltro di posta a gruppi (insieme ad alcune particolarità di MAILMAN) conviene avere alcune accortezze pratiche, che cerchiamo di riassumere brevemente per quanto si applica al caso nostro. Tra i nostri gruppi postali, la maggior parte (una settantina), sono definiti (tra possibili diversi modi di funzionamento) per servire quali gruppi di lavoro: in particolare distribuendo automaticamente a tutti gli appartenenti i messaggi in arrivo da uno di loro. Questo si ottiene principalmente con l'importante intestazione postale REPLY-TO (indirizzo suggerito per la risposta), usualmente fissato al gruppo stesso per il funzionamento "circolare": quel che viene dal gruppo torna al gruppo; il mittente stesso ne riceve copia, quale forma di conferma dell'avvenuta distribuzione. Distribuzione automatica e nonCome accennato, la distribuzione è automatica all'interno del gruppo: usualmente, bisogna aggiungere, data la possibilità di eccezioni in situazioni particolari. In ogni caso, della posta non distribuita automaticamente ci si occupa d'ufficio come segreteria postale: l'eventuale avviso di mancata distribuzione che si riceve ha il solo senso di notificare che questo avverrà (la nostra segreteria viene automaticamente avvisata dal sistema). Ordinariamente ci si occupa in apertura di giornata dell'eventuale posta in attesa del giorno precedente. Non si badi, per favore, al fatto che le notifiche automatiche del sistema (in inglese, di solito) parlino di un "moderatore": non ha senso una figura del genere per gli scopi e modi di funzionare dei nostri gruppi, dove gli interventi eventualmente necessari sono puramente di segreteria tecnica, ed il nome appropriato potrebbe allora essere nient'altro che 'postino'. Questi i casi più comuni di distribuzione non automatica:
Indirizzamento multiploLo si eviti: cioè non si indirizzi ad un gruppo postale e ad altri. La ragione non è nel funzionamento del distributore postale in sé (che, nella sua meccanica semplicità, passa copia del messaggio, così com'è, a tutti gli indirizzi iscritti al gruppo). Piuttosto, ne possono risultare problemi se un'eventuale risposta viene poi inviata usando la tecnica "reply to all recipients" (rispondi a tutti), che indubbiamente può essere di occasionale utilità nella posta privata, proprio per approssimare il comportamento di un gruppo postale, ma ha effetti pessimi quando tra i destinatari compaiano uno (o più) gruppi postali veri e propri. (Si noti che, pur se tecnicamente fattibile, sarebbe scorretto tentare di impedire la risposta a chi riceve un messaggio: la posta è fondamentalmente strutturata per la comunicazione bilaterale). Quel che succede facilmente è che l'indirizzamento multiplo comprenda indirizzi che nel gruppo non sono (altrimenti non avrebbe senso indirizzar loro distintamente, riceverebbero due copie): a quel punto, una loro risposta risulta provenire "dall'esterno" del gruppo, e al gruppo non viene distribuita automaticamente. È possibile che colleghi poco abituati ai gruppi postali non si accorgano del tutto del problema, e inavvertitamente "rispondano" (anche) al gruppo, pur non avendone davvero l'intenzione. Questo non vuole affatto dire che non si possa inviare (ad esempio "per conoscenza") ad un gruppo postale e ad altri. Ma si tenga conto che, per il funzionamento della posta, non c'è alcuna differenza tra le intestazioni TO e CC (destinatari principali e destinatari in copia): a tutti gli effetti pratici confluiscono in una sola lista indifferenziata di distinatari. (Non parliamo neppure dell'intestazione BCC, destinatari nascosti, che si presta come minimo a pericolosi equivoci). Innanzitutto, data la povertà di intestazioni postali disponibili, raccomandiamo in casi del genere di indicare brevemente ma esplicitamente nel testo stesso a chi si sta indirizzando quel messaggio. Poi, semplicemente, invece di spedire un messaggio a molti destinatari, si spedisca distintamente una copia a ciascuno dei destinatari che si sa essere un gruppo postale, ed una all'insieme degli altri destinatari. Un caso particolare è l'indirizzamento a più nostri gruppi, dove per alcuni casi di uso frequente abbiamo soluzioni apposite. Unioni di gruppiNel definire i gruppi postali @AIB.IT, cerchiamo di fare in modo che si riferiscano ad un insieme di persone omogeneo e corrispondente ad una specifica iniziativa o ufficio o funzione. Se riusciamo, attribuiamo al gruppo un nome che con una certa "naturalezza" (pur sempre nei limiti di linguaggi artificialissimi) ne ricordi lo scopo, in modo che il nome sia usabile "a memoria" per lo meno dai più diretti interessati. In caso di dubbio, sono comunque disponibili elenchi sempre aggiornati degli appartenenti ai gruppi postali. Per alcuni tipi di comunicazioni, questa analitica distinzione tra i diversi gruppi è controproducente: ad esempio, per l'invio da parte della Segreteria di un comunicato a molti insiemi di persone, variamente definiti. Se si inviasse a parecchi gruppi (con indirizzamento multiplo o no, fa lo stesso), immancabilmente alcune persone riceverebbero più copie, perché appartengono a gruppi diversi.
Per le "unioni di gruppi" di uso più frequente esistono
quindi dei nomi appositi, tra cui principalmente
Naturalmente queste unioni sono costruite a macchina usando le definizioni correnti dei diversi gruppi componenti, ma evitando che una stessa persona compaia più d'una volta. (Altre unioni analoghe possono essere facilmente definite man mano che ne emerga la necessità). Naturalmente, si tratta di gruppi anomali rispetto a quelli ordinari, ed in particolare non adatti alla "discussione" (che non si saprebbe attorno a quale "tavolo" si svolga): usualmente è necessario mantenerli in distribuzione non automatica, dovendosi fissare caso per caso (messaggio per messaggio) l'indirizzo appropriato per le risposte (REPLY-TO).
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Eugenio Gatto.